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Dublino

15 settembre 2006


10 agosto 2006 – sventato un attentato terroristico sui voli britannici. Un folle aveva messo esplosivo liquido in una bottiglietta della Gatorade (grande pubblicità gratuita!). Da quel momento niente voli su Londra, tutti gli aeroporti britannici presidiati. Controlli anche nelle bocche dei passeggeri (è mancato poco), delirio collettivo in tutti gli scali del Regno Unito… da quel momento in poi.

12 agosto 2006 – ormai avevamo prenotato le nostre vacanze… e dovevamo partire con volo da Orio al Serio (Ryan Air) per , con scalo a Londra, perché costava meno. PESSIMA IDEA! Le nuove disposizioni imponevano di non portare altro che portafoglio e passaporto in una bustina trasparente ben visibile ai controlli e mettere in valigia tutto il resto, telefonini compresi. Osserviamo le norme pedissequamente. Atteriamo a Londra, Luton (l’aeroporto che, stando alle cronache, era il meno colpito dal caos, ma che, viva Dio, non se la cavava certo male). Piove a dirotto e l’aereo arriva lungo sulla pista. Avverto chiaramente che la coda va per i fatti suoi. Niente panico. Retromarcia e imbocca la via sulla destra che non era riuscito a beccare in tempo. Scendiamo e a piedi entriamo nell’aeroporto che fra scalini, tunnel, saliscendi vari, è un casino, autentico. Ritiriamo i bagagli, e per fortuna c’è tutto, cellulari inclusi. In aeroporto, orde di persone si inseguono cercando di capire se, in mezzo ai tanti ritardi annunciati e ai tanti voli cancellati, il loro aereo sarebbe partito o meno. Sediamo pazienti (per fortuna la coincidenza per non era imminente) e partiamo senza troppo ritardo, arrivando a destinazione senza difficoltà.

16 agosto 2006 - il delirio, invece, ci assale alla partenza. O meglio, da Dublino a Londra-Luton, tutto relativamente tranquillo. A Luton, invece rimaniamo in coda 3 ore prima di salire sull’aereo perché, causa mancanza pulmini per accompagnare le persone arrivate con il volo che dovevamo prendere noi, questi poveracci sono stati tenuti in ostaggio a bordo (noi, come detto, ci fecero scendere e andare a piedi). Finalmente ci imbarcano, ma aspettiamo poi un’altra oretta buona a bordo, perché, ci avvisa il comandante, i nostri bagagli sono stati erroneamente caricati sull’aereo Ryan Air che possiamo vedere parcheggiato alla nostra sinistra, e che è diretto a Dublino. Non ci volevamo credere! Siamo arrivati a Orio stremati… e a casa a un orario indicibile!

Ma veniamo alla permanenza in

dublino

Il tour:

12-16 agosto 2006 

Dublino, Leeson Hotel

visita alla città

Dublino – clicca per vedere l’album

Arrivati stremati, con un tempo da lupi (gente col cappotto a ferragosto!) e trascorrendo almeno un paio di giorni sotto la pioggia battente con impermeabili che ci hanno permesso di bagnarci ancor più di quanto non ci sarebbe successo senza, in effetti Dublino non ce la siamo goduta un granché.

E’ una città carina, ma non ci ha dato nessuna emozione particolare. Città universitaria -Trinity College su tutti-, pullula di giovani a ogni ora, sia nei pressi delle facoltà che, soprattutto di sera, a Temple Bar, il quartiere dei pub per eccellenza.

Graziosissime le entrate delle sue casette: edifici in mattoni, con qualche gradino all’ingresso e porte dai colori più svariati. Il gaelico la fa da padrone nelle insegne, nei nomi delle vie, sulle macchine della polizia (che qui chiamano "garda") e anche nel parlato comune dei residenti. La birra Guinness è la regina, in città, figlia di quel Guinness che inventò il libro dei Record.

Dublino, però, non è l’Irlanda, ci siamo sentiti dire da più parti. E in effetti quella sensazione di pace che si riceve da immagini di scogliere, prati verdi, cieli con nubi disegnate e mare che si infrange sulle coste non l’abbiamo trovata da nessuna parte. La prossima volta, arriveremo direttamente qui con volo da Milano, noleggeremo una macchina e cercheremo di vedere l’Irlanda vera.

gaelico 1inglese 1

and now…

let’s find the difference!

;-)

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