rss

FLYING… IN THE KITCHEN. Flan, sformati, budini e affini.

23 febbraio 2010


Va così. Mi ha preso la smania dei "flan", che detto alla francese è proprio carino-carino.
In realtà in italiano si tradurrebbero con "sformati", se salati, e "budini", quando sono dolci.
La cosa bella è che sono per lo più veloci da preparare (un paio di uova, un po’ di formaggio e il gioco spesso è fatto, quindi per la dieta vanno bene, perché gli alimenti calorici sono quantificabili con chiarezza).
Al momento a casa mia vanno per la maggiore quello con la zucca o quello con le zucchine. In genere cerco di prediligere le verdure ai legumi per una questione calorica: mixare legumi (proteine) a uova (altre proteine) e magari al formaggio (proteine pure lui), mi sballerebbe tutti i conteggi.

In francese "flan" significa anche "fandonia", e si usa anche nell’espressione "en rester comme deux ronds de flan", che vuol dire "rimanere a bocca aperta"!
Beh… a bocca aperta dopo aver assaggiato uno dei miei:

Flan di zucca

Flan di zucchine

La storia del flan è antica e affonda le sue radici nella consapevolezza, da parte dei nostri avi, del fatto che le uova facessero bene.

Su Wikipedia è stato infatti scritto che sono probabilmente tra le forme più antiche di budino, dal momento che si ha traccia di ricette dell’antica Roma relative a dolci a base di creme con uova, miele e latte, cotte e legate da farina. Tuttavia le ricette più comuni dell’epoca, molto probabilmente di derivazione greca, erano salate e quelle dolci erano un’eccezione. Dal momento che gli alimenti a base di uova erano considerati ricostituenti e molto salutari, le preparazioni ebbero fortuna e si diffusero, durante il medioevo in tutta l’Europa, tanto che si ritrovano spesso nei ricettari anche molto antichi, come il De Honesta Voluptate di Platina, datato 1475.

Etimologia del nome flan e sue accezioni 

L’attuale parola Flan viene dal francese antico flaon a sua volta derivato dal latino flado che significa crema. Secondo Alan Davidson, Oxford Companion, la medesima radice latina del nome fu usata nell’inglese medievale dando origine ai termini flaton e flawn. A seconda dei paesi con il termine flan si intendono preparazioni leggermente diverse.

In inglese indica una crostata, probabilmente perché nel medioevo i flan venivano spesso presentati come patinae, cioè su una base di pasta cotta, chiusa o aperta che fosse, esattamente come le nostre moderne crostate. In spagnolo e portoghese indica preparazioni come la crème caramel

In italiano indica preparazioni salate cotte in stampo a bagnomaria, a base di besciamella (non le mie, ndr.) e con una presenza di uova abbastanza ridotta. 

Di derivazione francese, sono molto diffusi nei territori che subirono l’influenza della Francia, come il Piemonte. Qui è tipico, ad esempio, il flan di cardi o di topinambur con bagna caôda e di asparagi, eventualmente con fonduta.

In generale, quindi, per flan si può anche intendere uno sformato, generalmente di verdure, nonché un vero e proprio dolce.

  • Delicious
  • Facebook
  • Digg
  • Reddit
  • StumbleUpon
  • Twitter

2 commenti

  1. 24 febbraio, 2010 at 23:09

    Che fame mi hai fatto venire!!! domani provo pure io!!

  2. 25 febbraio, 2010 at 23:08

    ANONIMO: poi posta il risultato da qualche parte, che sono curiosa

Commenta