rss

L’eleganza del riccio. Voto: 9

15 aprile 2009


Pasqua (auguri in ritardo!) è stata uno stop autentico. Finalmente.

Ho finito di leggere uno dei libri scritti meglio mai avvicinati: L’eleganza del Riccio, di Muriel Barbery.

La prima cosa che colpisce di questo testo è la strana forma. Ci sono due "protagoniste in incognito": Rénée, una portinaia dalla cultura sopraffina di autodidatta, celata al mondo per conformarsi all’idea che esso ha delle portinaie (sciatte, teledipendenti, magari anche brutte e grasse), e Paloma, la figlia geniale di un ministro, che non sopporta la vacuità della sua famiglia e dei ricchi in generale e che per questo decide di suicidarsi e incendiare il proprio appartamento nel giorno del suo tredicesimo compleanno. Piano che non ha svelato a nessuno, se non al lettore. Le due vivono nello stesso palazzo di facoltosi parigini, di cui Rénée da 27 anni è la portinaia.

Non è l’autrice a scrivere questo libro, ma le sue due protagoniste. In forma quasi di diario, ognuna di loro affida la descrizione delle proprie giornate a diversi capitoli, parlando direttamente a chi legge, raccontando il proprio punto di vista sugli eventi personali e legati alla vita del palazzo. E, singolarmente, i capitoli "scritti" da Rénée hanno un font diverso rispetto a quelli firmati da Paloma. Il carattere della scrittrice emerge invece nella straordinaria ricchezza di linguaggio utilizzata. In francese, la lingua originale, il testo dev’essere sublime (lo leggerò presto!) e in italiano, per renderlo all’altezza, sono state necessarie due traduttrici: una francese e una italiana. Il risultato è davvero eccellente (unico neo, l’uso di "sé stesso" anziché "se stesso", ma ci passiamo sopra). Più spesso si affrontano giri di parole, osservazioni nei confronti della lingua, dissertazioni filosofiche dal linguaggio appropriato e straordinariamente ricercato. Di una ricercatezza che però non rende il testo snob, ma anzi ne fa una sorta di trattato sulla lingua alla portata di tutti (oggi si direbbe "for dummies"!).

Il contenuto, dal canto suo, è forte e originale. Rénée è un’intellettuale rinchiusa per nascita in una casta mediocre. Simbolo di questa vita di basso profilo è la professione che svolge, quella della portinaia in un palazzo di ricchi. Rénée però adora la lettura, la musica classica, la filosofia, la pittura, l’arte e il cinema. Il suo gatto si chiama Lev, in omaggio a Tolstoj, e lei, che coltiva il proprio ego non manifesto, guarda film del regista giapponese Ozu e osserva, tra sé e sé (o meglio sarebbe dire che rende partecipe il lettore delle sue osservazioni), le incongruenze della classe benestante che serve: gente che parla in modo sgrammaticato, che usa le virgole a sproposito, interessata solo all’apparenza e al denaro. Tuttavia, nonostante il suo potenziale, Rénée decide di continuare a recitare la parte dell’ "inferiore" nel proprio palazzo, senza mischiarsi e confondersi con questa aristocrazia. Di questo mondo apparentemente più elevato fa parte invece Paloma, una dodicenne "giudice Universale del mondo". Una ragazzina sveglia, lucida, in grado di cogliere perfettamente le sfumature della personalità di Rénée, l’opposto esatto della sua mamma-schiava-decennale-di-antidepressivi, preoccupata solo dall’estetica e dalle conversazioni vuote tra donne vuote dell’alta borghesia. Paloma non solo non si sente apprezzata, ma pensa proprio di non essere neanche vista in casa propria, se non come talvolta una fonte di preoccupazioni. Pertanto decide che, non avendo lei a che fare con questo mondo, se ne dovrà andare e pianifica il suo suicidio nel giorno del compleanno, dando fuoco alla casa dei suoi.

La trama viene però scossa dall’arrivo nel palazzo di un ricco atipico. Monsieur Ozu, giapponese raffinato e benestante, che non per questo si uniforma alla massa dei facoltosi, né ne incarna il prototipo. Sarà lui, con il suo essere semplicemente se stesso, a scardinare le rigide interpretazioni della vita in cui si erano calate Rénée e Paloma.

Voto: 9 (un punto in meno rispetto all’eccellenza, solo perché a volte i "trattati" sulla lingua rischiano di far perdere il filo del discorso e di distrarre pertanto il lettore). Occorre aggiungere, inoltre, che la forma supera il contenuto. A me piace leggere chi scrive bene, foss’anche a prescindere da ciò che esprime. In questo caso il testo è a tratti molto filosofico e rischia di far apparire l’autrice saccente e impegnata in un inutile esercizio di stile. Trovo invece che l’uso di certi termini e l’espressione di determinati concetti non passino inosservati e siano anzi un utile spunto di riflessione.

  • Delicious
  • Facebook
  • Digg
  • Reddit
  • StumbleUpon
  • Twitter

6 commenti

  1. 15 aprile, 2009 at 00:49

    Quasi quasi lo leggo.

    ne sentivo talemente tanto parlare che, a mo di snob alla rovescia, mi dicevo e io non lo leggo.

    Ma la tua recensione mi ha convinta.

    Onestamente spero di trovarlo in prestito in biblioteca, così se non mi piace almeno risparmio.

    ^_^

    E non ho parenti scozzesi!

    Ma non sono tirchia, solo risparmiatrice accorta, vero?

    ^_^

    Buonanotte

  2. 15 aprile, 2009 at 09:23

    l’ho amato! e bevuto tutto d’un fiato l’estate scorsa. sono contenta sia piaciuto anche a te.

  3. 15 aprile, 2009 at 12:40

    Estasi culinarie.

    Ho aspettato a leggere l’Eleganza del riccio, perché traducessero il libro scritto prima (e uscito dopo in Italia). E pur non essendo uno il seguito dell’altro, ci sono piccoli particolari e qualche legame (il palazzo e l’appartamento di M. Ozu) che non lasciano indifferenti. Se hai amato questo, ti piacerà sicuramente.

  4. 16 aprile, 2009 at 22:53

    VOLARE: diciamo che sei “morigerata”? :-) buona lettura…

    EXPECTING: sono contenta anche io che sia piaciuto a te :-)

    LUBLU: grazie per il suggerimento… prendo nota!

  5. 16 aprile, 2009 at 22:55

    A me l’hanno regalato lo scorso anno e… non l’ho ancora letto!

    Il fatto è che non ho tempo!! Ma vedrò di provvedere…

    Ciao

  6. 16 aprile, 2009 at 23:53

    CAUTELOSA: devi assolutamente! sono curiosa di avere una tua opinione a riguardo :-)

Commenta