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L’OMBRA DEL VENTO. VOTO: 9

1 settembre 2008


radA18E3.tmp_Ombra_del_ventoCarlos Ruìz Zafon
L’ombra del vento
Mondadori "I Miti"
prima edizione, 2001
trentaquattresima edizione, giugno 2008 (prima nei Miti)
573 pagg.
€ 6,00

Due vite, quella di Juliàn Carax, autore di insuccessi, e Daniel Sempere, figlio di un libraio antiquario, aspirante scrittore e alla fine investigatore di strada, si sovrappongono con una serie di coincidenze inspiegabili.
La conoscenza tra i due avviene per caso: Daniel, a 10 anni, si sveglia una mattina all’improvviso, preoccupato di non ricordare più il volto della madre, morta anni prima. Per consolarlo, il padre lo porta nel "Cimitero dei Libri Dimenticati", dove, come vuole la regola, deve adottare un libro e prendersene cura per sempre. Sceglie "L’ombra del Vento", opera di Juliàn Carax. Ne rimane incantato e incuriosito al punto da mettersi in cerca degli altri libri dello stesso autore.
Scopre così che la sua copia potrebbe essere la sola sfuggita alla furia incendiaria di un pazzo che sta distruggendo tutti i libri di Carax in giro per il mondo, senza apparente motivo. Un pazzo che si fa chiamare Laìn Coubert, come il protagonista del libro di Carax.
Dal fantasy si passa così al noir, ma anche al giallo: si intrecciano omicidi, violenze gratuite sui più deboli, scontri violenti in una Barcellona franchista dominata dalla forza bruta del micidiale ispettore capo della polizia, Francisco Javier Fumero, che, si apprende nel corso del romanzo, l’ha giurata a Carax e a tutti coloro che gli girano attorno, Daniel incluso. Un Daniel che nel frattempo cresce e si accorge che gli eventi della vita reale che stanno dietro la storia del romanzo che deve custodire sono così avvincenti da non potersene staccare. Sono storie iniziate molti anni prima che lui nascesse, ma che ancora hanno legami con il suo presente. Ci sono persone nel suo mondo che hanno conosciuto Carax e lui vuole saperne di più e capire i motivi del suo -ai suoi occhi inspiegabile- insuccesso letterario. Non solo. Daniel inizia a provare un interesse morboso nei confronti della vita di Carax, nella quale, inaspettatamente e stranamente, si sta rispecchiando la sua. Lui cresce, si innamora di un amore sfortunato, il primo, e maledetto, il secondo. Maledetto come quello che legò Juliàn alla misteriosa Penelope.
Il lettore non riesce davvero a lasciare il libro neanche per un momento, desideroso di scoprire se per caso Daniel è la reincarnazione di Juliàn o, per un qualche motivo, non sia lo stesso Juliàn Carax.
Molte risposte gli vengono fornite nel sesto dei dieci capitoli, affidate a una lunga lettera che Nuria Monfort, che fu amante mai corrisposta di Juliàn, fa pervenire a Daniel, dopo essere stata uccisa da Fumero.
La lettera, per quanto un po’ forzata, è la svolta finale che dà un senso a tutto quanto è accaduto fino a quel momento. Tuttavia non spiega il motivo per cui la vita di Daniel si sia sovrapposta a quella di Juliàn Carax.
Né, purtroppo, lo spiegano i capitoli seguenti, che non aggiungono nulla di veramente indispensabile alla storia e lasciano il lettore con un incontentabile interrogativo: "perché?".

Nota: la storia è davvero avvincente e l’autore, che proviene dal mondo della letteratura per ragazzi e della sceneggiatura hollywoodiana, fornisce tali e tanti dettagli, sia dell’ambientazione, sia delle scene, sia dei personaggi, da trascinare il lettore davvero dentro gli eventi. Brillante il livello di approfondimento nella descrizione di Barcellona: viene la voglia di seguire i percorsi quotidiani di Daniel sulla mappa della città, per muoversi, fisicamente, insieme a lui. Meritevole di nota, infine, il personaggio di Fermìn Romero de Torres, una sorta di picaro, venuto a compromessi con la vita, cui il padre di Daniel offre la possibilità di lavorare in libreria, riscattandolo dal vagabondaggio. Un personaggio coltissimo e astuto, che diventerà "aiuto-investigatore" di Daniel. Il finale, come detto, è più debole del resto del romanzo e lascia il lettore insoddisfatto. Voto: 9.

Citazioni dal libro:
"Pagina dopo pagina, mi lasciai trascinare in un turbine di emozioni sconosciute, in un mondo misterioso e affascinante popolato da personaggi non meno reali dell’aria che respiravo. Mi abbandonai a quell’incantesimo (…). Non volevo abbandonare la magia di quella storia, né, per il momento, dire addio ai suoi protagonisti".
[sono le emozioni di Daniel, mentre legge "L’ombra del Vento" di Juliàn Carax… e sono state anche le mie leggendo il libro omonimo]

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7 commenti

  1. 1 settembre, 2008 at 08:47

    Letto tutto d’un fiato e consigliato ad altri tra cui mio figlio che non legge nemmeno i ..segnali stradali!!!!

    Grande…..

    ciaufffffff

  2. 1 settembre, 2008 at 09:18

    devo leggerlo… mi hai così tanto incuriosito che sarà il mio prossimo acquisto in libreria …

    baciotto otto … ;)

    billa

  3. 1 settembre, 2008 at 09:25

    Io l’ho letto da poco e concordo con te sul fatto che il finale è un po’ deludente. Nel omplesso non mi è dispiaciuto anche se non ho gridato al miracolo. Direi che io gli assegno un 7 e mezzo. Comunque gradevole.

  4. 1 settembre, 2008 at 13:00

    bella la recisione, viene voglia di leggerlo peccato che hai raccontato troppo sul finale… ci hai salvato dalla delusione ma ci hai tolto un pò di “attesa” ^__^

  5. 1 settembre, 2008 at 13:55

    Mi hai quasi invogliato a leggerlo

  6. 1 settembre, 2008 at 23:58

    l’ho letto 2 anni fa. e mi sono innamorata di Firmino, o almeno del suo modo di dire certe verità. peccato che ho tante cose in stand-by da leggere, altrimenti me lo rileggerei molto volentieri. è un romanzo che consiglio anch’io.

  7. 6 settembre, 2008 at 00:26

    STAZIONETERMINI: :-D

    BILLA: poi fammi sapere…

    PRIMULA: bel voto

    PENSATAADDOSSO: mi sono lasciata un po’ prendere la mano… ma ti assicuro che non ho svelato nulla

    SKYNET: molto bene!

    KATIKA: un consiglio sullo stesso genere?

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