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Archery, lesson one. Prima lezione di tiro con l’arco.

31 marzo 2012


For the first time in my life, I experimented . And these are the 10 rules on do it. At least, this is what you learn at .

1. with your hands frame the target with a gesture reminding “feminists” (just like .. the target is mine and I will manage it)
2. look through the hole with both eyes
3. close one eye first and then the other: the eye good for gazing is the one that continues to see the target while the other is closed
4. put the string to the bow (this is a pain because you have to bend it to the point that the rope is fixed at both ends)
5. take the arrow out of the box (the quiver is not available at “lesson one”)
6. nock the arrow paying attention to the flap which has a different colour as it must be toward you; should all flaps be the same, two of them should be parallel to the ground
7. load (= pull the cord toward you) from the bottom, (like lifting the bow from the bottom up) and once off the target, pull
8. shooting is instinctive, as if, without arching, you were spranging up your left hand (if you pull right) with the index finger pointing toward the center of the target (therefore, you can hold up the arrow with your index)
9. when everybody runs out of arrows all arches must be put to the ground and everyone has to go and pick up the arrows: you will find them stuck in trees, cans, grass, soil, crashed against the wall, more rarely on the target (we are still at “lesson one” )
10. at the end of the day the arm holding the bow will hurt badly and you’ve probably only hit the upper right corner of the panel that holds the target … pity that you were aiming at the target on its side.

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Per la prima volta nella vita ho tirato con l’arco. E queste sono le 10 d’oro per imparare a farlo. Quantomeno sono le prime che impari alla “Lesson One”.

1. con le mani inquadrare il bersaglio facendo un gesto da “femministe” (tipo… il bersaglio è mio e lo gestisco io)
2. guardare attraverso il buco con entrambi gli occhi
3. chiuderne prima uno e poi l’altro: l’occhio buono per la mira è quello che continua a vedere il bersaglio mentre l’altro è chiuso
4. mettere la corda all’arco (è una fatica assurda perché devi fletterlo al punto da far entrare la corda alle due estremità)
5. prendere la freccia dalla scatola (la faretra non è roba da “lesson one”)
6. incoccare la freccia con l’aletta del colore diverso verso di sé, oppure se sono tutte uguali, con due alette parallele al terreno
7. caricare (= tirare la corda elastica verso di sé) partendo dal basso, (come sollevando l’arco dal basso verso l’alto) e una volta arrivati ad altezza bersaglio, tirare
8. il tiro è istintivo, come se, senza arco, voi alzaste di scatto la mano sinistra (se tirate di destro) con l’indice puntato verso il centro del bersaglio (e per questo, potete sorreggere la freccia con l’indice)
9. esaurite le frecce si appoggiano tutti gli archi a terra e si vanno a recuperare: le troverete infilzate negli alberi, nelle lattine, nell’erba, nel terreno, schiantate contro il muro, più raramente sul bersaglio (siamo pur sempre alla “lesson one”)
10. a fine giornata avrete malissimo al braccio che tiene l’arco e avrete probabilmente colpito solo l’angolino superiore destro del pannello che regge il bersaglio… peccato che stavate mirando al bersaglio accanto.

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