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Musei Canadesi

14 settembre 2008


Terzo Episodio della serie "In è successo anche questo". Riassunto delle puntate precedenti: "Québecois mon amour" e "Viabilità canadese e la mela più grande del mondo".

Avendo a disposizione un tempo relativamente limitato, ovvero troppo stretto per fare 4mila chilometri senza rinunce, abbiamo scelto di visitare il Canada prevalentemente "dall’esterno", vale a dire privilegiando le strade, i quartieri, la natura, i safari e le crociere tra gli animali. Abbiamo quindi tralasciato l’ingresso ai musei, fatta eccezione per poche occasioni: l’ingresso alla CN Tower di , il museo delle Forges du Saint Maurice a Trois Rivières, il museo dello sciroppo d’, sotto la bottega delle "Délices de l’Erable" a Montréal, la mostra fotografica alla Chute de Montmorency, vicino a Québec City, l’economuseo dei mulini dell’Isle aux Coudres, la Cittadella e gli scavi relativi ai resti dei "Saint-Louis Forts and Châteaux" presso la funicolare di Québec City, e infine La Maison Le Boutillier, sull’Ile Bonaventure e il Centre de Découverte di Percé. Tutto sommato, neanche pochi…

Caratteristica comune dei musei canadesi è l’interattività, cosa che trovo straordinaria. Entrando in un museo italiano, o europeo, in generale, si può solo guardare. Per quanto comprensibile il divieto di toccare tele e sculture, infatti, mi è sempre rimasto il dubbio che non si potesse fare di più per coinvolgere i visitatori. Rimasi perciò incantata dal Museo della DDR di Berlino, dove l’utente può aprire cassetti e toccare i "reperti" esposti, rara eccezione.

In Canada ho trovato conferma della possibilità di ravvivare l’interesse del visitatore di un museo.

Qui, infatti, passando di fronte ai pannelli in cui è descritta, per esempio, la fauna del luogo, è facile trovare, accanto, un gioco che richieda di individuare l’intruso: si guarda attraverso un binocolo all’interno di una foto e si deve scegliere quale animale non appartenga a quel mondo. La soluzione è nascosta da un panno, sul pannello. Oppure ci sono dei cubi rotanti, che riportano su ogni faccia un animale diverso. Vi sarà richiesto di mettere in ordine gli animali, seguendo la catena alimentare. Trovo che soluzioni di questo genere siano strepitose, sia per gli adulti, ma soprattutto per i bambini e i ragazzini, che così sono coinvolti in prima persona nella scoperta del museo, e non sono solo trascinati di stanza in stanza a guardare noiosissime (per loro) rappresentazioni, che difficilmente riusciranno ad apprezzare.

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8 commenti

  1. 14 settembre, 2008 at 22:57

    me fai murì!!!

  2. 15 settembre, 2008 at 08:12

    BSTEVENS: ;-)

  3. 15 settembre, 2008 at 17:03

    Museo della Musica a Bologna, pieno di cassetti con spartiti, strumenti, e altre cose… un museo piccolo ma divertente!

    La cosa che mi ha colpito di più? Il parrucchino che Rossini portava quando dirigeva le orchestre… :-)

    baci e grazie dei resoconti canadesi

  4. 15 settembre, 2008 at 18:20

    LUBLU: Rossini aveva un parrucchino??? ;-) meraviglioso… andrò sicuramente al museo della musica. Grazie della segnalazione e passa ancora, che mi fa piacere. Un abbraccio.

  5. 15 settembre, 2008 at 23:54

    ma dai!! stupendo!!

  6. 16 settembre, 2008 at 11:38

    ALLEG: sisssì!

  7. 16 settembre, 2008 at 18:57

    cara mora, grazie.

    Ti leggo quasi tutti i giorni, ovvero tutti i giorni cerco se hai aggiunto un nuovo post, perché mi piace molto come scrivi…

    Toglimi una curiosità, ma superTM l’ha poi trovato quel succo di “rapa” spagnolo di cui ti avevo segnalato il produttore di macchinette spremisucco? :-)

  8. 16 settembre, 2008 at 19:23

    LUBLU: oh, ma che bella cosa mi dici… grazie mille, davvero. Quanto a STM, purtroppo la sua ricerca non ha dato i frutti sperati… o meglio: ha contattato i produttori di “chufa”, per lo più ubicati in quel di Valencia (Spagna), i quali lo hanno ringraziato tanto per l’interesse, ma gli hanno spiegato che il commercio del latte (leche de chufa) in Italia al momento non è previsto… ma lui non si arrenderà… lo conosco… finirà per importarlo e commercializzarlo lui… :-)

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