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Una notte da dimenticare

29 maggio 2009


La famigerata nuova formula di viaggio sta mostrando i suoi limiti.
Fino a oggi avevamo infatti prenotato questi monolocali per una notte, salvo poi aggiungerne altre qualora la sistemazione ci avesse convinto. Nell’ultima tappa, quella di Tolosa, però, questo scherzetto ci è costato un sacco, perché la prenotazione con Expedia aveva un costo e quella sul posto uno molto superiore.
Così decidiamo di prenotare tutte insieme le notti di . Anzi, per spendere meno, visto che comunque a c’è poco da vedere, decidiamo di pernottare fuori città. A Saint Jean d’Illes.

Pessima idea.

Anzitutto non ci insospettisce il fatto che la ragazza della reception di Tolosa alle 20 se ne andasse. Non pensiamo che in questi “villaggi” fatti di appartamenti, la reception sia aperta solo per poche ore al giorno. Pertanto arriviamo e ci troviamo chiusi fuori. Solo per un caso fortuito eravamo arrivati in tempo sia a Tolosa, sia a Montpellier.
Accodandoci a un’auto riusciamo a entrare nel parcheggio del “My Suite Village”. Un’anima pia ci apre la porta e abbiamo accesso alla reception, ma invano. Essendo che non c’è nessuno, non riusciamo ad avere le chiavi per la nostra stanza.
Rassegnati a dover pernottare altrove, pur avendo già pagato i signori Expedia, ci dirigiamo all’esterno del complesso, dove un’occhiata a una targa fuori dal cancello mi fa notare un “numero di emergenza”. Chiamo. Segreteria telefonica. Lascio un messaggio in francese chiedendo di essere richiamata, ma convinta che nessuno mi chiamerà mai, perché probabilmente avrò detto numeri a caso, invece di quelli del mio numero di cellulare. Invece no. Sono stata così lucida da ricordarmi di dargli anche il prefisso internazionale italiano e il signore della segreteria telefonica mi richiama e mi dice: “le dò due codici, uno per entrare dal cancello e l’altro per aprire la cassaforte vicina alla porta d’ingresso. Ha da scrivere?”

Lamorachevola: “sì, aspetti… un attimo… ecco, dica pure”
Omino: “Diez,, zéro neuf, zéro sept, diez”… e per la cassaforte… “ampère, un deux zéro sept, ampère”… nella cassaforte ci sarà una busta con le vostre chiavi e tutte le indicazioni per raggiungere la vostra stanza”.
Lamorachevola scrive tutto scrupolosamente, poi si fa assalire dai dubbi: “ha detto “dièz” invece di “dix”… ma avrà voluto dire dieci… sarà l’influsso catalano di questa parte di Francia… tu che dici?”, chiede sperando nel conforto di Supertechman.
Supertechman: “boh, quando arriviamo vediamo”
Lamorachevola: “grazie! … e poi “ampère” sarà cancelletto o asterisco?”
Supertechman: “e che ne so… quando arriviamo alla cassaforte provi… se sbagli al massimo ttte pigli ‘na scossa elettrica… hahaha”
Lamorachevola: “non è il caso di scherzare!!! Adesso chiamo Balù e le chiedo…”

Immedesimandomi nel protagonista di “The Millionaire”, o in un più casereccio concorrente di Gerry Scotti, decido di sfruttare il bonus della “chiamata a casa”, digitando il numero di Casa Stewie.

Purtroppo Balù è al corso serale di informatica… e quindi mi affido a Stewie, speranzosa: “Allora Stewie… ascoltami bene. Siamo chiusi fuori dal villaggio in cui abbiamo prenotato. Il titolare ci ha dato dei codici e uno di questi indica di digitare “ampère”… puoi vedere se in francese si tratta dell’asterisco o del cancelletto, per favore?”
Stewie inizia la ricerca, ma nonostante provi sia su web che su dizionario, non trova alcun indizio utile!

Continuiamo quindi la nostra cena nel ristorante di un altro albergo poco distante.
Nei pressi ci sono solo ristoranti chiusi, forse in attesa di un’alta stagione che non arriverà mai:. fa un freddo becco!
“Ti immagini? Come minimo non c’è neanche la cucina…”, dice lamorachevola cercando di sdrammatizzare.
Supertechman: “ma su Expedia che c’era scritto?”
Lamorachevola: “no, no… su Expedia c’era scritto che la cucina c’era per tutti i tipi di appartamento”, confermo solerte.

Lasciamo il ristorante e mentre ci dirigiamo al villaggio Supertechman inizia a fischiettare la colonna sonora di Mission Impossible: questa cosa dei codici e della cassaforte con dentro la mappa del villaggio e le indicazioni “segrete” lo esalta non poco.

Per limitare la mia ansia, approfittiamo di un signore che entra per accodarci ed evitare di stare fuori al freddo a digitare il codice del cancello, che magari non ho neanche scritto correttamente.
Arrivati alla cassaforte, convinta di dover digitare “#1207#” o al massimo “*1207*”, mi accorgo che sulla tastiera non ci sono né il cancelletto, né l’asterisco! Solo i numeri e le parole “Enter” e “Close”.

Non ci credo. Non era “ampère”, ma “enter”, pronunciato alla francese!!!

Apriamo la cassaforte e troviamo la busta. Nella busta ci sono le indicazioni, che riportano, tra l’altro, anche un codice internet.
Prendiamo possesso della stanza e, neanche a farlo apposta, non c’è la cucina!
Arrabbiatissimo, Supertechman decide di accedere al web e verificare se effettivamente io non abbia preso un abbaglio mentre prenotavo in questo posto dimenticato dal Signore. Purtroppo, però, non c’è alcun segnale: non c’è nessuna rete wireless presente, né esiste un cavo di rete.

Ok… andiamo a dormire, che è meglio… e domattina parliamo con la reception.
Fa freddo. Tantissimo freddo… e, come insegna la Legge di Murphy, i caloriferi non funzionano!
Unica consolazione (per Supertechman): il cancello e la porta si aprono con sistema RFID.

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4 commenti

  1. 1 giugno, 2009 at 20:17

    Mi fai fare ricerche impossibili, stavo per telefonare a “Chi vuol essere milionario” perchè non sapevo più a chi chiedere ed ero preoccupato di farti dormire al freddo e al gelo e tu poliglotta hai capito ampère ??? Sei proprio RINCO !!!!! HAHAHAHAHAHA

  2. 2 giugno, 2009 at 17:49

    STEWIE: hahahaha… volevo vedere se eri preparato!!!

  3. 2 giugno, 2009 at 23:47

    No comment… Ampère… mia nonna in carriola!!!

  4. 3 giugno, 2009 at 23:48

    SKYNET: buahuahauahuahuahauahauah sto ancora ridendo!!!

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