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Wild emotions in North Cape. Emozioni selvagge a Capo Nord.

10 settembre 2011


I had always thought of “North” as an empty space. Sort of, at least.

The only direct witness I had from was that of a friend’s father living in Ferrara who, returning from his trip to , said “well… I travelled that long only to see some fog!”. Which of course is no news to a Ferrarian.

I had seen pictures from there showing a lonely iron globe with thousands of people covered in heavy coats taking pictures in a windy, rainy and sometimes foggy weather. And those were summer pictures.

So why go to North Cape in August? The are gone, the midnight sun sets at around 10 pm and rises back at about 1 am (which means there’s technically no midnight sun) and –believe it or not– there’s no snow.

What mainly spurred me on to go to this year was seeing the Puffins. When I first saw a picture of them I literally fell in love. Their eyes seem to have make up on and they’re absolutely beautiful. Therefore, when I read they use to choose or stay off Gjesvær to breed I absolutely wanted to go and see them.

The idea was to have a photographic bird safari as we had in Canada to see the Gannets and thought Runde Island was the best choice. Once there we found out that the undertaking to have a Puffin picture as a prize was definitely gruelling. We started climbing (I mean it!) a hill walking on “pack”. Steps were not leaving any footprints as soil consolidated back whenever our feet heaved from the ground. The sensation was that of walking on a spring mattress, which is damn arduous. It took me one hour to reach the top and realize Puffins were on the other side of the hill, which meant covering a return way to that point before going down the hill. We gave up and this decision risked to frustrate my enthusiasm for the rest of the journey, although Gjesvær was still an option. I was feeling bitterly disappointed while leaving Runde Island, as embittered as those returning from a Savannah safari without having seen the lion. I knew wild life was not there to be photographed by humans, but I had really hoped so.

North Cape appeared to be the destination I had to make the most out of, after having missed the Puffins.

Check it out on Google Maps:  from airport to Honningsvåg it should take less than 3 hours. Forget it. They don’t take into consideration the wild reindeers running along the streets in herds. A marvellous spectacle almost ousting Puffins from my mind. We reached Honningsvåg late in the afternoon and decided to immediately go to our final destination (North Cape is 39 km north -of course- from there). Sunset was expected at 10 pm that night and since the weather was fantastic we thought it was worth benefitting by that.

It’s been the most beautiful sunset I had ever seen in my life. The sun seemed to melt into water, leaving us under a magic gaily-colored sky . The progressive decrease of the temperature was clearly perceptible and hugging was kind of natural.

Yes. This was the sensation I wanted this trip to leave behind. Now Puffins were “a plus”, but luckily enough, they were off Gjesvær, waiting for us.

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Ho sempre pensato che il “nord” fosse uno spazio vuoto. O qualcosa del genere.

L’unica testimonianza diretta che avessi mai ricevuto dal era quella del padre di un amico di Ferrara, il quale, tornando da Capo Nord, disse: “sono andato fin là solo per vedere della nebbia!”, il che non è effettivamente nulla di originale per un ferrarese.
Avevo visto molte foto di quel territorio, raffiguranti un desolato mappamondo di ferro, circondato da migliaia di persone vestite con abiti pesanti, intente a fotografare nonostante il vento, la pioggia e, talvolta, la nebbia. E si trattava di immagini estive!

E allora, perchė mai sarei dovuta andare a Capo Nord in agosto? Non è più periodo di , il sole di mezzanotte tramonta alle 22 per poi risorgere all’una del mattino (il che significa che tecnicamente a mezzanotte il sole non c’è) e, ci crediate o no, non c’è neanche la neve.

Ciò che mi ha convinto a scegliere la quest’anno è stata la “visione” delle . Quando le ho viste in foto la prima volta, me ne sono innamorata all’istante. I loro occhi sembrano truccati e sono davvero uccellini bellissimi. Avevo letto che nel periodo riproduttivo l’isola di Runde e un promontorio al largo di Gjesvær sono ogni anno tra le loro mete fisse, e dunque dovevano essere la mia destinazione: volevo vederle!

L”idea era quella di fare un safari fotografico, come avevamo fatto in Canada per riprendere le sule, e abbiamo pensato che l’isola di Runde fosse la scelta migliore. Una volta lì ci siamo resi conto che l’impresa da compiere per meritare la foto di una Pulcinella di mare come premio era ardua. Abbiamo iniziato a scalare (seriamente!) una collina, camminando sul “pack”. I nostri passi non lasciavano impronte perchė il suolo si ricompattava non appena sollevavamo i nostri piedi. Era come camminare su un materasso a molle, che alla lunga risulta davvero pesante! Ci ho messo un’ora a raggiungere la cima, per realizzare che le Pulcinelle erano sul lato opposto dell’isola e raggiungerle avrebbe comportato un “viaggio andata-ritorno” fino al punto in cui ero in quel momento, per poi scendere nuovamente. Abbiamo desistito. Una decisione che rischiava di compromettere seriamente il mio entusiasmo per il resto del viaggio, anche se c’era ancora l’opzione Gjesvær.
Ero amareggiata. Delusa come chi fa un safari nella savana e non riesce a vedere il leone. So che gli animali selvatici non stanno lì ad aspettare noi, ma speravo che questa volta avessero fatto un’eccezione

Ora dovevo sperare che Capo Nord meritasse la visita.

Controllate su Google Maps: dall’aeroporto di Alta a Honningsvåg sembra ci si metta meno di 3 ore. Niente affatto. Non tengono conto delle selvatiche che corrono in branchi lungo le strade. Uno spettacolo meraviglioso che avrebbe quasi potuto togliermi le Pulcinelle di mare dalla testa. Siamo arrivati a Honningsvåg nel tardo pomeriggio e abbiamo deciso di dirigerci immediatamente verso la nostra destinazione finale (Capo Nord era a soli 39 km -ovviamente a nord- di lì). Quel giorno il sole sarebbe tramontato alle 22 e dal momento che il tempo era splendido, abbiamo pensato di approfittarne.


E’ stato il tramonto più bello che abbia mai visto in vita mia. Il sole sembrava liquefarsi nel mare, lasciandoci sotto un cielo variopinto di tutte le tonalità di rosso. Il progressivo diminuire della temperatura si avvertiva chiaramente e abbracciarsi veniva naturale.

Sì. Era questa la sensazione che avrei voluto portare a casa da questo viaggio e ormai le Pulcinelle di mare sarebbero state un “di più”. Fortunatamente, ci stavano aspettando al largo di Gjesvær.

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